Comitato Centrale Provvisorio del Partito Comunista della Svizzera (Frazione Rossa): “Muovere mari e monto per la ricostituzione del Partito Comunista della Svizzera!”

Proletari di tutti i paesi, unitevi!
C’è un solo obiettivo, la conquista del potere!

MUOVERE MARI E MONTI PER LA RICOSTITUZIONE DEL PARTITO COMUNISTA DELLA SVIZZERA!

Comitato Centrale Provvisorio
Partito Comunista della Svizzera (Frazione Rossa)
13.03.2021


Riprodotto dalla Bandiera Rossa

MUOVERE MARI E MONTI PER LA RICOSTITUZIONE DEL PARTITO COMUNISTA DELLA SVIZZERA!

[…] la Frazione doveva assumere da sola il compito di ricostituire il Partito. Lenin diceva che arriva un momento in cui è necessario che una Frazione genuinamente rivoluzionaria ricostruisca il Partito. Questo è il compito che la Frazione ha assunto. Qui ci si potrebbe chiedere: perché la Frazione si è assunta il compito di ricostituire il Partito? Perché non ha fondato un altro partito come era di moda, e lo è ancora oggi? La prima ragione è che il Partito era stato fondato nel 1928 su una chiara base marxista-leninista, e quindi aveva una grande esperienza, esperienza tratta da lezioni sia positive che negative. Inoltre, Lenin ha detto che quando si è in un partito che sta deviando, andando fuori rotta, o cadendo a capofitto nell’opportunismo, si ha il dovere di sforzarsi di riportarlo sulla giusta rotta. Non farlo è un crimine politico. Quindi l’importanza della Frazione è che ha svolto questo ruolo, contribuendo alla ricostituzione del Partito, cominciando con il porre le basi ideologiche e politiche. Ci siamo basati sul maoismo, che all’epoca si chiamava Pensiero Mao Tse-tung, e sulla definizione di una Linea Politica Generale. La Frazione ha il grande merito di aver ricostituito il Partito, e una volta fatto ciò, esisteva allora lo strumento: l'”Eroico Combattente”; il Partito Comunista di un nuovo tipo, marxista-leninista-maoista; l’avanguardia politica organizzata — e non una “organizzazione politico-militare” come spesso si dice erroneamente, ma il Partito necessario per lanciare la lotta per la presa del potere con le armi in mano attraverso la Guerra Popolare. (Enfasi nostra.)

Comitato Centrale del Partito Comunista del Perù: „Intervista con il Presidente Gonzalo“, luglio 1988.

Sollevare, difendere e applicare, principalmente applicare, l’unica, scientifica e onnipotente ideologia del proletariato internazionale: Marxismo-Leninismo-Maoismo-Pensiero Gonzalo, principalmente il Pensiero Gonzalo, noi, i Comunisti in formazione della Svizzera emettiamo la presente dichiarazione dei nostri obiettivi e principi, celebrando due grandi anniversari che ci hanno portato dove siamo oggi.

Quest’anno, mentre i Comunisti in formazione e i rivoluzionari proletari che agiscono in questo Stato marcio chiamato Svizzera celebrano il 150° anniversario della gloriosa Comune di Parigi, la prima dittatura del proletariato, in cui la nostra classe ha preso d’assalto il Cielo per la prima volta nel marzo 1871; così come il 102° anniversario della Costituzione del nostro grande, glorioso e corretto Partito, il Partito Comunista della Svizzera (PCS) al 3° Congresso della Frazione Rossa nel maggio 1919. Anche 100 anni fa, nel marzo 1921, quando i revisionisti entrarono nel Partito dal Partito socialdemocratico e tennero il loro cosiddetto „1° Congresso del Partito“, che non era marxista, non poterono spazzare via tutto il Pensiero Guida del Partito, che era stato forgiato dai Camerati Leonie Kascher, Jakob Herzog e altri nel Programma e nella Linea Politica Generale. È un compito in sospeso capire se il vero 1° Congresso sia mai stato convocato, e se lo è stato, basarci su di esso, e se non lo è stato, convocarlo, entrambi collegati alla ricostituzione del PCS.

In questi due grandi anniversari, grandi presagi che ci guidano oggi, noi, il Partito Comunista della Svizzera (Frazione Rossa) (PCS(FR)), dichiariamo il nostro solenne e volontario giuramento: Dedicarci assolutamente e completamente all’unico obiettivo politico immediato della nostra classe, la ricostituzione del PCS come Partito Comunista militarizzato, identificando, riprendendo e sviluppando il Pensiero Guida del Partito, il suo Programma e la sua Linea Politica Generale, principalmente la sua Linea Militare, attraverso il processo di ricostituzione, alla luce del Marxismo-Leninismo-Maoismo-Pensiero Gonzalo, generando in questo modo un Pensiero Guida che sarà la garanzia di trionfo della Rivoluzione Svizzera.

Il PCS(FR) è una Frazione, non un Partito, che soddisfa il criterio che Lenin ha stabilito per noi:

“Una frazione ne è un gruppo di Camerate che la pensano allo stresso modo, un gruppo che si è costituito per influire, anzitutto, sul Partito in una certa direzione e per introdurre nel partito, nella loro forma piú pura, i propri princípi. Per questo è indispensabile un’effetiva unità di pensiero”.1

Oggi, entrando nella seconda parte del secondo momento della società svizzera contemporanea (imperialista) e della storia del PCS, il momento della ricostituzione del Partito per la Guerra Popolare mentre la decomposizione dell’imperialismo svizzero conduce agli ultimi 50 anni della sua esistenza, e specificamente la parte di questo momento in cui la lotta per la ricostituzione del Partito è condotta da un’avanguardia organizzata in formazione, noi, i Comunisti in formazione della Svizzera, ci dichiariamo il PCS(FR), perché questa Organizzazione, questa Frazione, è la concretizzazione della effetiva unità di pensiero. tra i rivoluzionari proletari, la loro unificazione intorno alla linea rossa in questo momento attuale della società svizzera contemporanea, che ci fa concretamente la Frazione Rossa, destinata a ricostituire il Partito del proletariato.

Leonie Kascher, capo del PCS e della Rivoluzione svizzera, ha descritto il processo di lotta per la costituzione del Partito:

“Sotto la direzione permanente di Vladimir Il’ič e con il suo instancabile e paziente aiuto ai membri del Partito Svizzero, specialmente alla gioventù, abbiamo condotto una lotta permanente e di principio contro le tendenze opportuniste nel partito, e abbiamo lavorato in mezzo alle masse”.2

Fu la Camerata Kascher a redigere il Manifesto del Partito Comunista della Svizzera”, mentre sedeva nelle segrete della reazione svizzera, in attesa della deportazione in Unione Sovietica per il suo lavoro rivoluzionario. In questo documento si afferma:

“Operai, Camerati, impariamo dai paesi che ci circondano. I tempi nuovi esigono anche nuove forme di lotta e queste forme di lotta, che sole offrono la garanzia che usciremo vittoriosi dalle lotte future, sono i Consigli dei Operai e dei Soldati. […] Tutto il potere ai Consigli dei Operai”.3

Al 1° Congresso Mondiale dell’Internazionale Comunista, tenutosi poco prima della 2° Conferenza della Frazione Rossa, la Camerata Kascher, in una ferma lotta tra le due linee contro il destrorso Fritz Platten, affermò le tesi del marxismo e delineò le posizioni del Partito, che allora si stava costituendo:

“Oltre al Partito Socialista e all’Organizzazione Giovanile Socialista, esiste in Svizzera un piccolo, ma risoluto movimento Comunista. Le radici e la scuola di questo movimento comunista risiedevano nella Sinistra di Zimmerwald, il cui spirito era, oltre a noi, presente anche in Svizzera. Quello che abbiamo imparato dalla Sinistra di Zimmerwald è stato di esigere un’azione di massa, e non in un lontano futuro, ma proprio nel momento presente. […] Sapevamo già che c’è un solo obiettivo: la conquista del Potere”.4

Riaffermando la violenza rivoluzionaria come legge della rivoluzione, Kascher ha scritto:

“[…] il tempo del parlamentarismo [è] finito, […] non possiamo più aspettarci nulla da questa istituzione borghese”.5

Questo fu poi riaffermato dal Camerata Jakob Herzog al 2° Congresso Mondiale, nella lotta tra le due linee contro il revisionista Bucharin:

“Qui si lascia aperta la possibilità che proprio questi elementi opportunisti, che sono qui già dentro l’Internazionale Comunista, lavorino in modo opportunista persino come Partiti Comunisti, e portino tutto il parlamentarismo su questa via scivolosa. Un’altra possibilità è data anche dal corso che l’Internazionale Comunista ha preso per accettare tutti i partiti “rivoluzionari” nell’Internazionale Comunista. Non passerà molto tempo prima che la maggioranza del Partito socialdemocratico indipendente di Germania e del Partito socialista di Francia siano nell’Internazionale comunista. Naturalmente anche la maggioranza dei piccoli partiti socialdemocratici deve venire a Mosca. Platten è già stato inviato in Svizzera per questa missione. Così ancora più elementi opportunisti riusciranno ad entrare nell’Internazionale Comunista, che non diventeranno comunisti rivoluzionari da un giorno all’altro. Essi porteranno avanti esattamente le stesse politiche nell’Internazionale Comunista che portavano avanti precedentemente nella 2° Internazionale.

Questo è il pericolo che vediamo e che ci fa riconoscere che, nella forma che si propone qui, il parlamentarismo non può essere applicato nei paesi occidentali. Ne abbiamo un esempio pratico. Ci è stato detto oggi che il Partito Comunista di Bulgaria è un esempio di parlamentarismo rivoluzionario, che la sua frazione parlamentare funziona splendidamente. Recentemente ho letto un articolo che diceva esattamente il contrario. Inoltre, ho avuto l’opportunità di parlare con un Camerata bulgaro che è andato da Mosca in Bulgaria come parlamentare e che, quando ha visto come funzionava la frazione parlamentare Comunista bulgara, è diventato un sostenitore dell’antiparlamentarismo, ed è tornato come tale. Questa è la prova che il parlamentarismo non può essere sviluppato in ogni paese nello stesso modo in cui è stato realizzato prima in Russia dai Comunisti”.6

Basandoci su questo, è chiaro che il PCS può e deve essere ricostituito solo come un Partito per la lotta armata, la guerra rivoluzionaria, oggi la Guerra Popolare, e per iniziare e condurre una tale Guerra Popolare in Svizzera, il PCS deve essere semplicemente un Partito militarizzato, un Partito ricostituito alla luce del Marxismo-Leninismo-Maoismo-Pensiero Gonzalo, principalmente il Pensiero Gonzalo, identificando, riprendendo e sviluppando il Pensiero Guida del Partito.

In essenza, il processo di ricostituzione è una lotta contro il revisionismo storico, contemporaneo e interno, ricostruendo simultaneamente gli apparati del nostro Partito che furono liquidati dal revisionismo, oggi come apparati militarizzati, principalmente liquidati dalla Linea Destra-Opportunista, che negli ultimi tempi si è strutturata sotto il nome di “Partito del Lavoro” e “Partito Operaio e Popolare”, compresa la sua progenie nata morta, gli Strasseristi che trafficano con il nome del nostro glorioso Partito, quelli che agiscono nella Svizzera italiana e svendono ogni giorno di più la Rivoluzione Svizzera e la Rivoluzione Proletaria Mondiale. A questi revisionisti, e a tutto il revisionismo che agisce in questo paese e all’estero, noi, il PCS(FR), esprimiamo il nostro più profondo e bruciante odio di classe. Vi spazzeremo via dalla faccia della terra con la Guerra Popolare, mirando risolutamente alla singolare montagna che pesa sulle spalle della nostra classe, masse e popolo: l’imperialismo, principalmente svizzero, i cui lacchè sono il vecchio Stato reazionario e il revisionismo.

Alla nostra classe, il proletariato internazionale, al cui contingente in Svizzera apparteniamo, esprimiamo la nostra promessa di rompere l'”anello di ferro” dello sfruttamento e della lotta, più sfruttamento e più lotta, che la nostra classe deve attraversare quotidianamente – e di romperlo con la rivoluzione! Abbiamo tenuto il Potere nelle nostre mani a Parigi, a Leningrado, a Stalingrado, a Pechino, oggi abbiamo il Potere nei Comitati Popolari nelle zone del Perù e dell’India, insieme ai popoli di quei paesi. Anche a Zurigo, nella stessa Svizzera marcia, la nostra classe ha detenuto il Potere nel 1918. Abbiamo assaggiato il Potere politico, vive in noi come esperienza, nei nostri cuori, nelle nostre menti, nei nostri pugni, nelle nostre bandiere rosse con la falce e martello d’oro e in prospettiva, vive nei nostri fucili — e non abbiamo paura di conquistare ancora una volta il cielo.

Alle masse, le più profonde e ampie, dei operai e dei lavoratori di questo paese, esprimiamo il nostro impegno a sostenere tutte le lotte giustificate, perché la ribellione è giustificata a tutto ciò che è vecchio e reazionario, e sono queste ribellioni che fanno la storia! Non c’è stabilità nemmeno in Urschweiz, da nessuna parte in questo paese marcio, come la crisi federale e le rivolte hanno dimostrato chiaramente. Povertà, sfruttamento, miseria, tutto sarà spazzato via dalla Guerra Popolare e dalla dittatura del proletariato.

Ai popoli della Svizzera, non importa a quale delle tre nazioni appartengano, popoli che hanno espresso molte volte il loro rifiuto dell’imperialismo, della reazione, del revisionismo, del fascismo, del cretinismo parlamentare e di altri mali, esprimiamo che questo Stato marcio sotto il quale viviamo, lo Stato imperialista svizzero, fa parte del vecchio mondo, anche quando finge di essere democratico non è altro che la più aperta e terroristica dittatura della borghesia. Questa società non ci offre nulla, solo sfruttamento e oppressione. Il futuro Stato operaio, la dittatura del proletariato, sarà uno Stato di democrazia per il proletariato, i contadini, i soldati, la piccola borghesia e il semiproletariato – sarà una dittatura solo contro la borghesia, come il loro Stato oggi è una dittatura contro noi, i popoli della Svizzera. Sarà uno Stato in cui i diritti di tutte e tre le nazioni saranno rispettati, fino al diritto alla secessione, con una vera libertà per il Giura e la priorità allo sviluppo socio-economico della nazione di lingua italiana, sia in Ticino che in Grigioni.

Infine, al Movimento Comunista Internazionale (MCI), ai Partiti e alle Organizzazioni Comuniste guidate e comandate dal Marxismo-Leninismo-Maoismo come nuovo, terzo e più alto stadio del Marxismo, e principalmente alla sua sinistra, quelle guidate e comandate dal Pensiero Gonzalo come Pensiero Guida della Rivoluzione Proletaria Mondiale nel momento presente, esprimiamo il nostro grande dovere: mettere l’internazionalismo proletario in prima fila, alzando sempre il grande slogan: “Proletari di tutti i paesi, unitevi! “, come tutti i comunisti da Marx in poi, e dedicandoci a servire la Rivoluzione Proletaria Mondiale, oggi nella sua Offensiva Strategica, che nei prossimi 50 anni spazzerà via dalla faccia della Terra l’imperialismo e la reazione mondiale. Salutiamo la lotta per la Conferenza Internazionale Maoista Unificata, la Nuova Organizzazione Internazionale del Proletariato, e la ricostituzione della gloriosa, corretta e giustificata Internazionale Comunista sulla base del Marxismo-Leninismo-Maoismo.

Ricordiamo, onoriamo e giuriamo di imparare dagli eroi e dai leader della nostra classe internazionale. Grandi Leader, come i Camerati J. C. Mariátegui del Perù, İbrahim Kaypakkaya della Turchia, Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht della Germania, Charu Majumdar dell’India, Siraj Sikder del Bangladesh, Chiang Ching, Kang Sheng e Chang Chun-chiao della Cina, Jakob Sverdlov della Russia, Antonio Gramsci dell’Italia, Alfred Klahr dell’Austria, Marcial di El Salvador, Harry Haywood degli Stati Uniti, L. E. Recabarren del Cile, Gerson Trier della Danimarca, e altri; eroi come i Camerati e Compagni Norah, Norman Bethune, Lei Feng, Chang Szu-teh, Louise Michel, Pierre Overney, Azad, Bhagat Singh e altri.

Ricordiamo, onoriamo e giuriamo di imparare dagli eroi e dai capi della nostra classe in questo paese marcio. Capi, come i Camerati Leonie Kascher e Jakob Herzog, ed eroi, come il Camerata Henri Furst, che pagò il prezzo più alto e fu sepolto con i più alti onori del Partito per aver osato opporsi ai soldati mercenari della borghesia svizzera durante la Notte di Sangue di Ginevra, o la Compagna Kinem, eroe proletario-internazionalista, combattente della TİKKO e martire della Rivoluzione Proletaria Mondiale e della Guerra Popolare in Turchia, che combatté e morì per la nostra classe internazionale e per un popolo al quale giurò la sua fedeltà pur non essendo lei stessa turca.

Salutiamo i grandi giorni di lotta della nostra classe internazionale, che noi Comunisti in formazione e rivoluzionari proletari giuriamo di celebrare ogni giorno come giorni di combattimento, di lotta di classe, di guerra in prospettiva: l’8° marzo, giornata internazionale di lotta delle donne; il 1° maggio, giornata internazionale di lotta del proletariato; il 19° giugno, giornata dell’eroismo; e il 28° giugno, giornata internazionale di lotta dei queer.

Al Presidente Gonzalo, il più grande Comunista vivente sulla faccia della Terra, continuatore di Marx, Lenin e del Presidente Mao Tse-tung, filosofo, stratega militare, Guida del Partito Comunista del Perù, Frazione Rossa del MCI, della Rivoluzione Peruviana e della Rivoluzione Proletaria Mondiale, esprimiamo la nostra subordinazione volontaria, assoluta e incondizionata, per imparare da lui in tutto e per incarnare il suo onnipotente Pensiero. Noi riaffermiamo: Il Pensiero Gonzalo è la fucina nella quale dobbiamo identificare, riprendere e sviluppare il Pensiero Guida del PCS. Condanniamo coloro che negano e attaccano la Guida nel Perù stesso, la 2a e la 3a Linea Destra-Opportunista, compresi i loro lacchè all’estero in generale e in Svizzera in particolare, con ardente odio di classe. Difenderemo la vita, la salute e l’integrità della Guida della nostra classe internazionale contro qualsiasi attacco, ed esprimiamo la nostra ammirazione per quei Camerati che lottano nelle condizioni più difficili nelle Trincee Luminose di Combattimento, come il Camerata Feliciano, così come fuori dalle loro mura, come il Camerata Laura, nella lotta per la riorganizzazione generale del Partito Comunista del Perù nelle fiamme della Guerra Popolare, forte di 41 anni quest’anno.

Salutiamo le guerre popolari in Turchia, in India e nelle Filippine, e i loro rispettivi partiti comunisti, il Partito Comunista di Turchia/Marxista-Leninista, il Partito Comunista dell’India (Maoista) e il Partito Comunista delle Filippine, i nostri Camerati d’armi, dai quali ci impegniamo ad imparare per ricostituire il nostro Partito e avviare la Guerra Popolare in Svizzera. Per noi, la Guerra Popolare in Turchia ha un’importanza particolare, e ricordiamo la Compagna Kinem (Barbara Kistler) come martire ed eroina sia di quella Guerra Popolare che della Rivoluzione Proletaria Mondiale, ed esprimiamo il nostro solenne dolore per la perdita di tanti grandi Camerati e Compagni in questa e in altre Guerre Popolari durante questo e lo scorso anno. Il loro sangue annaffierà la Rivoluzione Mondiale.

È compito di tutti i rivoluzionari in Svizzera che vogliono servire veramente il popolo e la Rivoluzione Svizzera, come parte e al servizio della Rivoluzione Proletaria Mondiale , unirsi al processo di lotta per la ricostituzione del PCS. A tutti coloro che vogliono la Rivoluzione Svizzera, a tutti coloro che vogliono la Rivoluzione Mondiale, a tutti coloro che vogliono il comunismo, noi diciamo: Continuate a lottare! Unitevi sotto il maoismo! Unitevi alle file dei Comunisti in formazione e dei rivoluzionari proletari! Combattiamo insieme per la ricostituzione del Partito, il Partito della rivoluzione, della Guerra Popolare, in opposizione ad ogni Partito esistente in ogni singolo modo!

Abbiamo un solo obiettivo: la conquista del Potere. Oggi diciamo: Guerra Popolare fino al comunismo. Questo è ciò per cui lottiamo, impegnandoci a dare la vita per il comunismo sempre splendente e dorato, dove il sole splende sempre, oggi, domani e sempre. Questo abbiamo imparato dai nostri grandi maestri, che sapevano che non l’avrebbero mai visto, ma hanno solo raddoppiato i loro sforzi per il comunismo: I Nostri Fondatori Karl Marx e Friedrich Engels, principalmente Marx, che ci ha illuminato il grande cammino; il Grande V. I. Lenin, che ci ha guidato alla conquista del Potere con un fucile in una mano e una bandiera rossa nell’altra; il Camerata I. V. Stalin, continuatore del Grande Lenin, costruttore del socialismo e liberatore del mondo dal nazifascismo; Il Presidente Mao Tse-tung, la vetta più alta della nostra classe, il guida della Guerra Popolare, della costruzione socialista, della Grande Rivoluzione Culturale Proletaria, e il suo successore legittima, la Presidentessa Chiang Ching; e, naturalmente, il Presidente Gonzalo, nostro immortale maestro e guida, come abbiamo già espresso.

Come sempre, la contraddizione rimane: fare o non fare, ricostituire il Partito e iniziare la Guerra Popolare fino al comunismo, o fallire. Anche se dovessimo cadere, altri camerati raccoglieranno il fucile e la bandiera, e continueranno, perché il comunismo ci unisce. Siamo condannati a vincere.

VIVA L’IMMORTALE MARXISMO-LENINISMO-MAOISMO,
ONNIPOTENTE PENSIERO GONZALO, UNICA E SOLA IDEOLOGIA
UNIVERSALE DELLA NOSTRA GLORIOSA CLASSE!

FUCILE IN UNA MANO, BANDIERA ROSSA NELL’ALTRA,
MARCIAMO INARRESTABILMENTE VERSO LA RICOSTITUZIONE
DEL NOSTRO PARTITO MILITARIZZATO E OLTRE!

RIDURRE IN CENERE L’IMPERIALISMO SVIZZERO E I SUOI
LACCHÈ, LA REAZIONE SVIZZERI E IL REVISIONISMO, CON LA
NOSTRA ARMA GLORIOSA, LA GUERRA POPOLARE!

IMPARARE DALLA CAMERATA LEONIE KASCHER, FONDATRICE DEL
NOSTRO PARTITO!

IMPARARE DAL CAMERATA JAKOB HERZOG, PRESIDENTE DEL NOSTRO
PARTITO!

GUERRA POPOLARE FINO AL COMUNISMO!

Svizzera, 13.03.2021

Comitato Centrale Provvisorio
Partito Comunista della Svizzera (Frazione Rossa)

1V. I. Lenin: „Conferenza della Redazione allargata del ‚Proletari‘“, Giugnio 1909.

2Autobiografia della Camerata Leonie Kascher.

3Manifesto del Partito Comunista della Svizzera, Novembre 1918.

4Verbale del 1° Congresso Mondiale dell’Internazionale Comunista, Marzo 1919.

5Autobiografia della Camerata Leonie Kascher.

6Verbale del 2° Congresso Mondiale dell’Internazionale Comunista, 1920.